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Le Perle Rare di Hindemith

06 Apr Posted by in Duo Monti Bianco | Comments
Le Perle Rare di Hindemith

NAPOLI. Attenta agli esordi di nuovi talenti, generosa nell’ospitare artisti che ci si augura saranno famosi, la Comunità luterana di Napoli, al suo secondo concerto dell’autunno 2007 ha ospitato nella chiesa di via Carlo Poerio il duo pianistico formato da Federica Monti (allieva di Massimo Bertucci) e Fabio Bianco (allievo di
Antonello Cannavale), che ha suonato a “quattro mani”, proponendo un programma con piacevoli musiche di Mozart, Schubert, Brahms e Poulenc, e la preziosa rarità della sonata di Hinfemith. Per fortuita coincidenza anche il concerto d’apertura del ciclo aveva offerto agli appassionati l’esecuzione di un’altra rarità del musicista
tedesco, assolutamente negletto nella ordinari programmazione musicale cittadina. La manifestazione ha riscosso un vivo successo in crescendo, secondo il progressivo rasserenamento degli interpreti all’inizio tesi oltre che concentrati, con folto pubblico, molto più numeroso del previsto certo, ed intensi applausi di incoraggiamento
per convinzione ed augurio verso i due giovani artisti. Ne è stato apprezzato l’affiatamento, il garbato fraseggio, la sonorità complessivamente sempre bella e controllata nella limpidezza, magari però a tratti eccessiva per l’acustica della chiesa. È stata gustata particolarmente l’esecuzione dei brani di Mozart e Schubert proposti con sensibilità musicale spiccata, gusto per gli andamenti canori pure se il primo compositore, nella sonata K521 è stato eseguito in modo un poco aulico e poco sbarazzino.
Con maggiore abbandono e disinvoltura è stato realizzato il pezzo di Schubert ed ancor meglio il ciclo di variazioni di Brahms. Quindi atmosfera assai cordiale, garbatamente viennese.
Ed alla fine del concerto anche il gradito bis brillante è stato di Brahms, con la più popolare tra le danze ungheresi. Al centro del programma particolarmente soddisfacenti le esecuzioni di musica del Novecento, sia della sonata di Hindemith già ricordata sia di quella di Poulenc: In questa parte del repertorio ormai fondamentale per artisti proiettati verso il nostro domani, i due pianisti mostrano di trovarsi a loro agio nell’evidenziare la logica dei pezzi, la loro parte più lirica e quella più drammatica o enfatica, quindi di intenderne, da giovani quali sono, anche intuitivamente le ragioni artistiche, espressive soprattutto, che almeno parzialmente sfuggono alla sensibilità di altre generazioni.
[MLI]

 


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