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DUO PIANISTICO MONTI & BIANCO NELL’ ESECUZIONE IN PRIMA ASSOLUTA IN ITALIA DEL CONCERTO DI CZERNY PER PIANOFORTE A 4 MANI ED ORCHESTRA

18 Mag Posted by in Articoli, Duo Monti Bianco | Comments
DUO PIANISTICO MONTI & BIANCO NELL’ ESECUZIONE IN PRIMA ASSOLUTA  IN ITALIA DEL CONCERTO DI CZERNY PER PIANOFORTE A 4 MANI ED ORCHESTRA

Il giorno 30 maggio 2011, nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella”di Napoli recentemente riaperta al pubblico dopo un periodo di lavori di ristrutturazione, si terrà un concerto che vedrà impegnati i pianisti napoletani Federica Monti e Fabio Bianco, insieme all’orchestra del Conservatorio diretta dal M° Renato Piemontese. Il programma prevede l’esecuzione del Concerto op. 153 per pianoforte a quattro mani ed orchestra di Carl Czerny.
E’ da segnalare che si tratta di una prima esecuzione assoluta in Italia e che l’opera ha richiesto un approccio particolarmente accurato e meticoloso ai testi, su copie manoscritte, da parte dei solisti e del direttore.
Czerny è conosciuto come uno dei massimi didatti della storia del pianoforte; a lui dobbiamo l’organica elaborazione di un metodo didattico per una vera e propria scuola strumentale pianistica, validissimo banco di prova ancora oggi, dopo più di due secoli e mezzo, per generazioni di pianisti. L’agilità digitale, il nitido fulgore e la brillantezza del virtuosismo pianistico sono la cifra del metodo czerniano. Dovremmo però nello stesso tempo ricordare più spesso, come afferma Piero Rattalino, che egli fu anche il discepolo devotissimo di Beethoven, il severo maestro di Liszt, lo scopritore di Domenico Scarlatti, l’editore delle opere per tastiera di Bach.
All’epoca di Czerny, nei decenni a cavallo tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo, la musica strumentale era ormai diretta non più esclusivamente all’ambito privato e ristretto delle Corti, ma si andava via via aprendo alla nuova dimensione dei salotti aristocratici ed intellettuali e poi dei concerti pubblici diretti ad un pubblico pagante eterogeneo ed anonimo.
L’impiego di sale da concerto più grandi e le mutate necessità di tenere vivo l’interesse del nuovo tipo di pubblico implicarono per i compositori la ricerca di uno stile particolarmente adatto alle nuove esigenze.
Questo problema toccò anche Carl Czerny che nelle esecuzioni pubbliche consigliava di adottare “la brillante maniera” per ottenere “ un effetto più accessibile all’uditore, effetto che attendersi debba presso un pubblico misto di tanti svariati umori”.
E ancora “E’ nella natura delle cose che un pubblico numeroso e quindi eterogeneo abbia bisogno di esser colpito da qualcosa di straordinario e a questo fine il mezzo più sicuro, anzi l’unico, è: una compiuta maestria unita al buon gusto[…]
Abbiamo adoperato proprio le parole dello stesso Czerny per porre l’attenzione su di un altro aspetto -secondo noi interessantissimo- della serata del 30 maggio: il Concerto op. 153 è dal punto di vista storico una delle prime opere in cui il virtuosismo brillante già sperimentato da Czerny in ambito privato nelle Sonate per pianoforte a quattro mani si presenti ora con l’impiego dell’orchestra in un contesto pubblico. Approfittando della magica atmosfera carica di storia del Conservatorio di Napoli, ci troveremo idealmente anche noi fra quel pubblico a cui l’opera doveva essere diretta.

Valeria Lambiase
docente del Conservatorio S. Pietro a Mayella

 


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